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È iniziata l’era dei capricci..che fare?

Maggio 2017

Oggi, per la prima volta, IsmI ha detto “mio” é l ha fatto tenendo forte tra le mani lo spazzolino da denti di Simone. Leggendo sul web ho scoperto che non appena il piccolo comincia a parlare, “mio” è una delle espressioni più ricorrenti. Del resto, come tutti i pupi della sua piccola età (16-18 mesi) sta cominciando ad acquisire un nuovo concetto, quello cioè del possesso: comprende che il biberon è suo, così come i vestitini e, nella sua ottica, anche la mamma. Si tratta quindi di una normale tappa dello sviluppo, che non deve essere interpretata come un atto di egoismo ma come un meccanismo di crescita che lo aiuta a consolidare sempre più la sua identità.
Che cosa fare con i primi capricci
Considerate questa tappa come una fase di transitoria: attraverso il quotidiano esempio di mamma e papà che si scambiano gli oggetti, anche il nostro pupo riuscirà più facilmente a separarsi dai suoi giochi. Nel frattempo, per evitare di scatenare un attacco di gelosia e possesso poi difficile da gestire, evitare di usare un oggetto del bambino, anche solo temporaneamente, per un altro membro della famiglia, magari un piccolo fratellino o sorellina; bisogna che le “sue” cose rappresentino, almeno a casa, il suo piccolo bagaglio personale.
Vuole fare spesso le cose da solo
A quest’età il bambino comincia a cercare di compiere alcune azioni autonomamente, come portarsi il cucchiaino alla bocca o infilarsi le scarpine. È una tappa normale del suo sviluppo, che indica che il bambino sta crescendo. Il fatto che desideri fare da solo indica la crescente curiosità che accompagna il nostro piccolo in questa fase: non vede l’ora di conoscere e sperimentare, ma a volte questa sua curiosità lo porta ad affrontare situazioni per lui “paurose”, proprio perché sconosciute. È normale quindi che il bambino possa essere intimorito da situazioni, sensazioni, rumori forti o nuovi.
Che cosa fare in questo caso
Ismi si intimorisce al suono dei clacsons o quando passa un areo. In questi casi io lo rassicurò sempre cercando di fargli vedere e capire quale sia la fonte del nuovo rumore. Per quanto riguarda invece le nuove scoperte bisogna Incoraggiarlo e far vedere che si apprezzano i suoi sforzi di fare da solo: anche 
se non sempre il piccolo riuscirà nei suoi tentativi, non bisogna mettergli fretta. Intervenire per dargli una mano soltanto se è lui a chiederlo espressamente e se proprio 
non riesce nel suo intento: prendere il suo posto ogni volta che non riesce o solamente perché si ha fretta potrebbe ripercuotersi, a lungo andare, sulla sua autostima. Per mitigare la paura del nuovo senza ostacolare la curiosità del bambino, rendere più familiare la situazione, spiegando al bimbo, con tono rassicurante, che cosa sta succedendo. 
Per esempio, se ha paura del bagno in vasca , fargli provare l’acqua prima su una mano o su un piedino, e poi convincerlo a farsi bagnare anche sul resto del corpo. È importante procedere avvicinando con molta gradualità il bambino a ciò che teme, senza ridere delle sue paure o restare indifferenti.

E se fa i capricci
Attorno all’anno e mezzo il nostro bambino comincia ad acquisire una certa autonomia e una crescente curiosità: vuole conoscere quello che lo circonda, sperimentando da solo situazioni nuove. Presto imparerà a pestare i piedi per volere o non volere far qualcosa: per ora, reagisce con rabbia se non è accontentato subito e impara che, impuntandosi e piangendo, ottiene ciò che vuole. Si tratta di una tappa del normale processo di crescita di un bambino, che vuole sperimentare sensazioni nuove senza l’aiuto dei genitori. Tuttavia, spesso il piccolo finisce per cacciarsi in situazioni più grandi di lui che lo possono frustrare (per esempio, vuole provare a salire su una sedia o sui gradini delle scale, ma non ci riesce perché la sedia o i gradini sono troppo alti per lui): non essendo ancora in grado di tollerare eventuali insuccessi, si arrabbia facilmente.
Che cosa fare
Non limitate il piccolo, per esempio dicendogli di non toccare qualcosa ma, 
al tempo stesso, vigilare sulle sue esperienze: si potrà così evitare che il bambino si metta in situazioni pericolose. Offrire un buon esempio di autocontrollo e dare un giusto limite al bambino quando fa 
i capricci.
Se diventa insistente verso un oggetto o un comportamento pericoloso bisogna distogliere la sua attenzione da ciò che vuole, per esempio interessandolo a 
un altro gioco. Si può anche imparare a ignorare i suoi capricci e quando 
il piccolo si sarà calmato spiegargli tranquillamente perché non deve 
fare o pretendere certe cose che non può utilizzare come oggetti pericolosi o fragili.
Svuota cassetti ed armadi
Uno dei primi effetti della voglia esplorativa del bambino è quello di trovarsi cassetti o scatole svuotate di tutto il loro contenuto, che viene sparso per la casa. Spesso i genitori si chiedono che cosa trovi di così divertente il bambino in questo gioco: forse si vede capace di compiere da solo una sorta di trasformazione: prima era pieno e ora è vuoto (il cassetto) ed è pieno dove prima era vuoto (il pavimento).
Che cosa fare
Destinare a portata del piccolo solo ciò che può svuotare, ciò che non è né fragile né pericoloso, tenendolo alla larga dalle zone più “a rischio”, come i mobiletti che contengono i farmaci o i detersivi. A casa nostro ho spostato tutte le cose a rischio nei ripiani alti. Bisogna però einunciare di rimproverare il piccolo o vietargli questo comportamento: si tratta di un altro dei suoi espedienti per sperimentare. Meglio insegnargli a rimettere a posto quello che ha messo in disordine: in fondo, riempire è uno svuotare al contrario e quindi può riscuotere lo stesso successo.
La cosa comunque sempre fondamentale è quella di non perdere mai la pazienza, evitate sempre di urlare al vostro bimbo o di alzare le mani, sono atteggiamenti che, in realtà, riflettono un nostro disagio o stanchezza ma per la crescita del nostro bimbo sono deleteri.
Come sono passate le colichette ed i pianti inconsolabili passeranno anche i capricci.. Sono tutte fasi transitorie di crescita per i nostri piccoli ma soprattutto per noi genitori.

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