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Cuba è..non solo Havana

Luglio 2017

Trinidad

3200 chilometri percorsi in senso antiorario in 14 tappe dall’ Havana…..all’ Havana.
Un viaggio durato un mese in 4 persone. Noi due, un fratello (di Simo) e nostro nipote, al tempo 12enne.
Una macchina, pochissimi bagagli, la nostra indispensabile guida Lonely Planet e via..all’avventura, è proprio il caso di dirlo!
Il nostro viaggio è iniziato alla metà di agosto per finire a metà settembre prenotando un volo dall’Italia e solo l’iniziale pernottamento in casa Particular nella capitale (che poi abbiamo cambiato subito dopo il nostro arrivo perché veramente lontana dalla zona centrale).
Il nostro preventivo consiglio sull’ Havana è quello di prenotare un albergo già dall’Italia perché le case Particular sono, purtroppo, di livello molto basso -a differenza di tutte le altre sistemazioni familiari che abbiamo trovato sull’isola -questo poiché le case sono molto piccole e molto sfruttate dal turismo nell’area del centro, quelle più elevate di standard sono, d’altra parte, dislocate in quartieri residenziali lungo il Malecon e scomode alle attrattive.
Internet, poi, (forse fortunatamente) funziona molto male come connessione ed è spesso a pagamento a meno che, appunto, non si soggiorni in un Hotel.
All’Havana ci siamo fermati 2 giorni all’ andata ed uno al ritorno. Il nostro suggerimento è quello di approfittare per visitare anche le altre città dell’isola, durante il vostro soggiorno sia breve che lungo, di sicuro meno blasonate ma altrettanto bellissime. Alla Capital non perdetevi la Piazza della Cattedrale, la Piazza della Rivoluzione, il Malecon e la Bodeghita del Medio …detto ciò poi potete pur partire verso la…vera Cuba!
Noi abbiamo, infatti, molto amato soprattutto le città del Sud dell’isola e vi vogliamo raccontare, in questo diario, la poesia che si respira una volta usciti dall’ Havana spingendosi fino alla remota cittadina di Baracoa.
Tappa imperdibile iniziale, dirigendosi ad Oriente, é Pinar del Rio o, meglio, tutta l’ area di Vinales, una zona naturale caratterizzata da colline moreniche verdissime che nulla hanno da invidiare all’ onirico giardino dell Eden. Per la scelta della casa Particular ci siamo affidati al puro senso estetico poiché non conviene prenotare prima ma, in loco, decidere al momento in quale casa femarsi: il popolo cubano é estremamente gentile e c’è la possibilità di visionare la camera prima di dare l’ok (a Cuba ogni proprietario ospitante deve rilasciare regolare ricevuta fiscale..anche se, al massimo, spenderete la cifra corrispondente a 20-30 euro a soggiorno! Altra cosa che gli italiani dovrebbero imparare..).
Dopo le veloci pratiche burocratiche “casalinghe” di registrazione passaporti e dopo aver sistemato i bagagli leggeri, assieme al figlio della signora che ci ospitava siamo andati a fare un tour a piedi di 5 ore tra le colline moreniche visitando alcune remote farms e l’enorme contemporaneo, ma di rimando arcaico, Mural de la Preistoria. Tutto lo sforzo della camminata è stato poi ripagato la sera dalla classica cena locale isolana a base di pesce, carne, riso e frutta. Il giorno dopo visita alle grotte naturali Della Cueva del Indio (percorsi sotterranei sull’acqua fantastici da vedere anche per i bambini) e giro panoramico del capoluogo riempiendoci gli occhi di natura e poi partenza per Cienfuegos dove, appunto mossi dalla voglia di innamorarci al primo sguardo, dopo un veloce giro, abbiamo deciso di rimanere per poco per di sposarci subito verso occidente ..
Per gli amanti delle spiagge il mare al sud non é bellissimo, tappa obbligatoria però sulla costa é Bahia de Cochinos per il forte rimando storico che rappresenta qui, infatti, vi fu lo storico sbarco a Playa Girón e Playa Larga, nell’aprile del 1961, i luoghi di attracco del cosiddetto sbarco nella Baia dei Porci, un’operazione militare per rovesciare il governo di Fidel Castro che si concluse con un fallimento.
Anche qui abbiamo trovato subito una casa Particular pronta ad ospitarci anch’ essa suggerita dalla nostra fedele guida cartacea.
Il giorno dopo, conclusasi la visita all’ interessante Museo dello Sbarco (oltre alle descrizioni e reperti della battaglia qui vi sono racchiuse anche le storie dei combattenti delle due fazioni..la cosa tristissima é che stiamo parlando di cubani locali contro cubani prigionieri mandati a combattere vicendevolmente contro il proprio stesso sangue) di nuovo in macchina on The road…. viaggiando verso Trinidad, tappa, a detta di tutti, imperdibile.
La città, al primo pomeriggio, si è aperta ai nostri occhi così bella..un posto incantato dove le colorate facciate storiche delle case e dei palazzi, si intrecciano al cielo alla calura del sole ed alle stradine semi deserte. Qui ci siamo diretti subito alla ricerca di una sistemazione, essendo sabato, fortunatamente trovando posto (senza prenotare) presso la casa Particular più bella in loco, consigliata da tutte le guide, in puro stile coloniale.
Abbiamo visitato musei chiese e siamo entrati nelle case della gente adibite a negozietti..davvero solo al ricordo ci commuoviamo ed aver speso un giorno in più qui è stato forse poco perché la città ci è piaciuta così tanto da volercene passare altri mille..
Imperdibile a Trinidad: L’ Ermita de Nuestra Senora, la Galleria de Arte, il museo National de la Lucha, la Plaza mayor con il suo municipio dalla cui torre apprezzerete un panorama mozzafiato.
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-vi raccontiamo qui un aneddoto sulla onesta dei cubani: a Trinidad abbiamo preparato una valigia di abbigliamento da lasciare al parroco della chiesa locale..David (fratello di Simo) aveva riposto il portafogli proprio dentro uno shorts da donare..beh dopo varie peripezie per ricontattare il parroco, una volta che ce ne siamo resi conto, il diocesano stesso ci ha rassicurati che lo aveva già riposto al sicuro e che al nostro rientro ci aspettava per riconsegnarci il denaro.
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Il giorno sucessivo, con una valigia in meno di abiti lasciati in beneficenza ed una in più, però pesante il doppio, carica di amarezza e nostalgia siamo partiti verso Santiago De Cuba.
La città è molto grande ed abbiamo trovato, arrivando la sera tardi, ospitalità da una coppia di italiani che hanno aperto una piadineria, come all’Havana le case del centro sono molto spartane quindi, se volete stare più comodi optate per un hotel (io, però, ho apprezzato tanto dimorare su quella stanzetta abusiva costruita sul tetto e cenare tra le tovaglie stese ad asciugare…).
Imperdibili a Santiago:
il Castillo del Morro, la casa di Diego Velazquez ed il restante grandissimo numero di musei.
Da qui, poi, via verso Baracoa percorrendo una strada lunghissima ma bellissima attraversando paesaggi fantastici e montagne! Si, avete capito bene, proprio montagne altissime dove, dettaglio importantissimo, si rifugiò El Che durante la rivoluzione. Lungo il percorso si “sfiora” anche l’area di Guantanamo che, però, é inavvicinabile anche solo alla vista poiché è dislocata in una area interna tra dei costoni rocciosi quindi non si vede nemmeno.
La città di Baracoa si apre allo sguardo all’improvviso dall’alto annunciata solo da alcuni locali che vendono, in improvvisate bancarelle, semi di cacao.
La città degli antichi Tainos è molto particolare, un porto con case semplicissime ma con tanti ristorantini gourmet premiati da molte guide e viaggiatori.
A nostro giudizio sono bellissime le grotte preistoriche dei primi abitanti dell’isola, i Tainos appunto, con molti reperti archeologici rimasti intonsi perché scoperti da poco.
Purtroppo la maggior parte dei viaggiatori ,peccando, non si spinge così lontano a visitare l estremo est di Cuba ma qui c è tantissimo da vedere tra storia, cultura e natura.
Imperdibile a Baracoa: Le Cueve Archeologiche purtroppo per nulla pubblicizzate ma interessantissime per capire la storia ancestrale dei primissimi abitanti dell’isola.
Da qui strade tortuose e sterrate ci hanno portato ad Holguin sede del secondo aeroporto di Cuba dove il verde incontaminato dell’ estremo Oriente dell’ isola lascia il posto a raffinerie che hanno rovinato irreparabilmente il paesaggio.
Dopo una sola notte passata in città ci siamo finalmente dedicati al mare con le spiagge di Cayo Sabinal, Cayo Coco e Cayo Santa Maria.
Avrete solo che l’imbarazzo della scelta, da qui in poi, per eleggere la vostra sabbia preferita poiché le isole del nord, formate da secoli di distaccamento da Cuba e raggiungibili tramite panoramici e lunghissimi ponti, sono davvero spettacolari poco popolate (se non dai temibilissimi mosquitos) ma soprattutto numerosissime.
Prima di rientrare all’ Havana abbiamo soggiornato a Varadero dove ci siamo concessi altri 3 giorni di puro riposo e Kitesurf presso la bellissima struttura del Las Americas. Il centro cittadino non ha molto da offrire se non qualche galleria di artisti e pittori locali.
Che dire di Cuba? Un’ isola poliedrica, colorata e viva. Abbiamo amato i suoi luoghi ed il suo popolo. Chissà se ci ritorneremo un giorno..se così sarà speriamo di ritrovarla così come la stiamo portando ora nel nostro cuore.

 

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